L’inviato della trasmissione satirica spiega perché le sue domande fanno arrabbbiare gli intervistati, perché le aggressioni non lo inducono a desistere.
di Arnaldo Capezzuto – OSSIGENO – Napoli, 16 maggio 2012 – Caro Luca, innanzitutto, a nome dell’osservatorio Ossigeno per l’Informazione diretto da Alberto Spampinato esprimo, a te e ai tuoi operatori, solidarietà e vicinanza per l’aggressione che avete subito e ti prego di rispondere ad alcune domande.
L’altro giorno ti hanno aggredito all’Ospedale San Gennaro, ma non è la prima volta che ti mettono le mani addosso mentre fai domande. Quando è stata la prima volta?
Ho avuto il “battesimo” il 25 aprile 2009. Io e i miei due operatori fummo aggrediti da otto persone durante un servizio per dimostare che, contravvenendo alle regole, si accettavano le scommesse dei minorenni. Fu un pomeriggio piuttosto movimentato. Anche lo scorso anno, durante un servizio di inchiesta sull’impiego degli automezzi della Protezione Civile in provincia di Napoli, le cose si misero male. Prendemmo calci, pugni, strattoni. Lo spintone, il contatto brusco è sempre da mettere nel conto. Il lavoro che faccio non è proprio pacifico. Gli insulti, la violenza verbale sono cose frequenti. Poi c’è stata l’aggressione a San Rufo, che sarà difficile dimenticare. In quella occasione mi sono trovato di fronte a persone che non avevano assolutamente voglia di ragionare e ho avvertito un senso di impotenza. Sembravano interessati solo a a farci male e a distruggere le prove delle irregolarità che avevamo filmato.























